Il vero segreto per conciliare allattamento e rientro al lavoro è sapere che è possibile.
Contrariamente a quanto si pensa, tornare al lavoro continuando ad allattare non è una possibilità riservata a poche fortunate o a superdonne eroiche e instancabili.
Circondati di persone che ti sostengono: parlane con il tuo partner e con chi si prenderà cura del tuo bambino. Confrontati con altre madri che hanno continuato ad allattare dopo il rientro al lavoro. Esistono gruppi di sostegno all’allattamento, per esempio su Facebook, dove puoi trovare testimonianze e consigli. E, se necessario, puoi assumere degli integratori alimentari per l’allattamento per sostenere la produzione di latte durante il periodo di transizione.
Non serve ridurre le poppate in anticipo
Un segreto per continuare ad allattare, che poche mamme conoscono, è che non è necessario ridurre le poppate nel mese prima di tornare al lavoro né abituare il bambino al biberon (o ad altre alternative più adatte).
È infatti probabile che il tuo bambino rifiuti il contenitore se a offrirglielo siete tu o il tuo partner. Non capirà perché, se sei ancora presente, il suo latte gli venga offerto in un contenitore alternativo.
Stai tranquilla: i bambini finiscono per accettare il biberon o un altro contenitore dalla persona che si prenderà cura di loro. Capiscono presto che devono nutrirsi durante la tua assenza. Naturalmente, il passaggio dal seno a un altro contenitore può richiedere più o meno tempo, ma abbi fiducia nel tuo bambino. Se nei primi giorni al nido o con la persona che lo accudisce mangia poco, recupererà al tuo ritorno.
Uno dei vantaggi di non «esercitare» il bambino a usare il biberon o un altro contenitore prima di tornare al lavoro, oltre a risparmiarti molto stress, è ridurre il rischio di confusione tra seno e tettarella e permettere alla produzione di latte di stabilizzarsi meglio. Infatti, se continui ad allattare il tuo bambino fino al rientro al lavoro senza sostituire le poppate con il biberon, avrai guadagnato qualche giorno o settimana di allattamento esclusivo, mantenendo così la produzione di latte.
Non temere un ritmo irregolare
Per conciliare l’allattamento con il rientro al lavoro, non bisogna temere un ritmo irregolare.
Puoi continuare ad allattare il tuo bambino a richiesta quando siete insieme (la sera, al mattino, nei fine settimana). Non è un problema se il ritmo delle poppate è diverso da quello che segue al nido. Il tuo bambino capirà presto che, quando ci sei tu, la situazione è diversa. Continuare ad allattarlo a richiesta, per quanto possibile, ti aiuterà a mantenere la produzione di latte. Infatti, più frequenti sono le poppate, più continui a produrre latte. Se avverti un calo della produzione di latte, non esitare a consultare una consulente per l’allattamento IBCLC e, se necessario, potrai assumere un integratore alimentare per l’allattamento.
Estrarre il latte per conciliare allattamento e lavoro
Se estrai il latte sul posto di lavoro per continuare ad allattare, non sei obbligata a lavare le coppe e gli accessori dopo ogni estrazione effettuata al lavoro.
Prepara un sacchetto tipo ziploc in cui riporre gli accessori e conservali in frigorifero fino alla seconda estrazione. In questo modo risparmi qualche minuto di pulizia durante la giornata. La sera, assicurati di lavare tutto con il sapone e di lasciare asciugare all’aria. Ricordati anche di usare un tiralatte doppio, per risparmiare tempo ed estrarre il latte da entrambi i seni contemporaneamente!
Ricordati di portare una borsa termica, per poterci mettere il tuo sacchetto per la conservazione del latte materno e conservarlo correttamente per tutta la giornata.
Le alternative al biberon durante l’allattamento
Non esiste solo il biberon!
Puoi ridurre il rischio di confusione provando alternative al biberon, come:
- il DAL (dispositivo di supporto all’allattamento)
- la siringa
- la soft cup o il cucchiaino (il bambino leccherà il latte)
- il bicchiere (a partire dai 6 mesi)
«Questi metodi permettono di usare i muscoli della lingua e del viso per bere in modo cosiddetto più “fisiologico”. Sono una sorta di terapia miofunzionale. La terapia miofunzionale non è altro che la rieducazione dei muscoli del viso e della bocca». (Lynda Pourchet, consulente per l’allattamento IBCLC).
PS: non esistono biberon o tettarelle che permettano di evitare la confusione al 100%.
Per maggiori dettagli sul rischio di confusione tra seno e tettarella (e i motivi che lo spiegano), consulta il nostro articolo sull’argomento, scritto da professioniste sanitarie: Caroline de Ville, medica di medicina generale e IBCLC, e Lynda Pourchet, consulente per l’allattamento IBCLC.
Troverai anche le indicazioni per praticare il bottle paced feeding, se decidi di usare il biberon.
L’ultimo segreto per allattare al lavoro
Per continuare ad allattare, ricorda che il ritmo dei primi mesi non durerà per sempre.
Verso i 12 mesi, con il progredire dell’introduzione degli alimenti complementari, al tuo bambino basteranno probabilmente due poppate al giorno (mattina e sera) e non avrai più bisogno di estrarre il latte al lavoro. Il periodo in cui estrai il latte per il tuo bambino durerà quindi solo pochi mesi.
Soprattutto, sii comprensiva con te stessa. Se non desideri continuare a estrarre il latte oltre i 6 mesi (la durata dell’allattamento esclusivo raccomandata dall’OMS), sappi che offrire al tuo bambino da 1 a 2 poppate al giorno ti aiuterà a mantenere la produzione di latte, soprattutto se puoi allattarlo a richiesta nei fine settimana. Lo svezzamento dal seno non è obbligatorio.