1ᵉʳ trimestre
All’inizio della gravidanza, il rapido aumento dell’ormone hCG è associato alla frequenza della nausea, che interessa la grande maggioranza delle donne con intensità diverse. Il vomito, quando è frequente, provoca una perdita di liquidi ed elettroliti che aumenta il rischio di disidratazione, talvolta prima ancora che la sensazione di sete si manifesti chiaramente.
È anche il periodo in cui diventa più frequente urinare, in parte per effetto del progesterone e della pressione che l’utero in crescita esercita sulla vescica. È quindi normale sentire spesso il bisogno di urinare e questo non significa che tu debba bere meno.
Ecco alcuni consigli utili:
• Bevi piccoli sorsi più spesso, anziché grandi quantità in una volta sola,
• Scegli acqua fresca o leggermente aromatizzata (con limone o menta), spesso meglio tollerata in caso di nausea,
• Le tisane adatte alla gravidanza possono aiutarti a variare ciò che bevi ed evitare che bere diventi monotono,
• Non aspettare di avere sete: la nausea può mascherare questa sensazione.
In caso di vomito molto frequente, incapacità di trattenere i liquidi o segni marcati di disidratazione (bocca molto secca, capogiri, urine molto scarse), è importante parlarne rapidamente con un’ostetrica o un medico. Questi sintomi possono far pensare a un’iperemesi gravidica, che richiede un’assistenza medica specifica.
2ᵉ trimestre
Il volume sanguigno continua ad aumentare con il passare delle settimane, così come la capacità di filtrazione dei reni, che lavorano di più per eliminare i prodotti di scarto del metabolismo materno e fetale. In questo periodo la nausea spesso diminuisce, rendendo in genere più facile bere con regolarità.
In questo periodo, una buona idratazione aiuta a:
• Sostenere la circolazione sanguigna, sollecitata per irrorare l’utero e la placenta;
• Limitare la stitichezza, favorita dal rallentamento del transito intestinale;
• Mantenere le tue energie, mentre la stanchezza del primo trimestre si attenua.
3ᵉ trimestre
Stanchezza, gambe pesanti, sensazione di ritenzione idrica: spesso è in questa fase che il corpo richiede più attenzione. L’utero, ormai voluminoso, esercita una pressione sulle vene del bacino e sulla vena cava, rallentando il ritorno del sangue venoso dalle gambe al cuore. Anche gli ormoni della gravidanza, in particolare il progesterone, rilassano le pareti delle vene, favorendo il ristagno di liquidi nei tessuti, soprattutto a fine giornata.
Bere meno non riduce il gonfiore, anzi: un’idratazione insufficiente può aggravarli, oltre a rendere le urine più concentrate e ad aumentare il rischio di infezioni urinarie, già più frequenti durante la gravidanza.
Questo meccanismo di ritenzione idrica è dovuto soprattutto a fattori meccanici e ormonali. Bere a sufficienza non lo elimina del tutto, ma una buona idratazione, insieme al movimento, al tenere le gambe sollevate a fine giornata e allo sdraiarsi sul fianco sinistro, rientra tra le misure di buon senso generalmente consigliate per limitare il disagio[7].